Punti ciechi, leadership e trasformazione: cosa ho imparato dal coaching

Il racconto di Marco Tammaro, Direttore Commerciale della filiale italiana di una multinazionale nel settore medical devices, che qui condivide cosa ha scoperto affrontando un percorso di assessment e coaching guidato da Barbara Principi, Senior Assessor Sales Line.

Ecco i 7 punti chiave di un’esperienza che ha portato un Direttore Commerciale a ripensare il proprio ruolo, a verificare i reali punti di forza e a riconoscere quegli “angoli ciechi” che spesso frenano la crescita anche dei manager più esperti per mancanza di consapevolezza.

7 punti chiave

Mi piace vederla così, anche perché così l'ho vissuta di fatto: come i livelli di un videogioco. Ogni volta sblocchi un livello successivo dove vedi altre cose grazie all'esperienza che hai acquisito nel livello precedente.”

1. Perché ho intrapreso un percorso di assessment e coaching

L’idea è nata con il board aziendale e il management della casa madre. La nostra azienda si sta strutturando sempre più, anche in virtù del progetto di respiro multinazionale in cui siamo coinvolti. Così è sorta l’esigenza di investire sulla formazione personale, a partire da me, per migliorare le performance di tutto il team.

 

2. Il prima: le aspettative

Il mio punto fermo era sicuramente la crescita professionale, ma avevo aspettative anche personali. Sono occasioni per lavorare su punti di forza e debolezza, che poi ti porti anche nella vita quotidiana.

Volevo migliorare i punti di forza per trasferirli al team, e trasformare le aree di miglioramento in leve su cui lavorare. Un lavoro a 360 gradi.

3. Il dopo: i risultati

Questo percorso mi ha permesso di lavorare su me stesso e rendere più efficaci le relazioni professionali, creando sinergie con stakeholder a vari livelli. Ho migliorato anche la mia capacità di supportare il team, enfatizzando le doti uniche di ciascun collaboratore.

Un bilancio molto positivo.

4. Com’è cambiato il mio modo di vivere il ruolo di leader

Oggi il mio ruolo ha assunto un aspetto ancora più cruciale. Non solo come guida, ma anche come motivatore. Ognuno nel team deve sentirsi pronto e capace di rendere al meglio, in base alle proprie competenze. Il mio ruolo è quello di comprendere e sviluppare le capacità uniche di ogni persona, portarle più al centro rispetto a me stesso: non ci sei più “tu”, da solo, ci siamo “noi”. Un cambio di prospettiva.

5. Tre competenze davvero importanti per guidare una rete vendita

Tra le competenze trasversali principali c’è sicuramente la comunicazione: saper trasmettere le informazioni, saperle motivare, gestire le obiezioni del team, del superiore, anche dei clienti interni.

Il problem solving, inoltre, è spesso decisivo per chiudere una trattativa o risolvere conflitti nel team. Sono elementi del mio lavoro quotidiano.

Ma poi per ogni problema che si presenta, possono esserci strade diverse per affrontarlo. In questi momenti, è importante saper analizzare le informazioni in nostro possesso e individuare la soluzione o il modus operandi più efficace per guidare il team verso l'obiettivo. Ecco, il pensiero critico è la competenza che ho avuto modo di approfondire e che si rivela cruciale per guidare il team verso l’obiettivo.

6. Cosa direi a un collega che sta valutando un percorso simile

Servono umiltà e convinzione. È un percorso che ti mette in gioco a 360 gradi e scopri lati di te che non conoscevi o rovescia le tue convinzioni. Si possono trovare aree di miglioramento là dove invece ci si sentiva sicuri di sé e poi, lavorando su sé stessi, si arriva a una visione più chiara, che prima non era possibile avere. Se ne esce rafforzati e molto più sicuri, consapevoli, efficaci ed efficienti.

7. Perché sviluppare la leadership

Sviluppare la leadership significa lavorare ogni giorno su sè stessi per migliorare, con consapevolezza, punti di forza e aree di miglioramento, perchè è utile a noi stessi, all’azienda e al team. Il coaching ti aiuta ad acquisire questa consapevolezza.

Tutti noi, arrivati ad un certo punto della nostra carriera professionale, siamo più o meno convinti ormai di essere arrivati a un limite della nostra capacità, sia in positivo che negativo.

Invece, lavorando su sè stessi, ci si accorge che possono emergere e sicuramente emergeranno altri punti sui quali impegnarsi.

Una forma di rinascita professionale: ogni volta che andiamo a fare un training, un corso, un coaching, si aprono altre porte che pensavamo fossero chiuse o che nemmeno esistessero.

Ecco, mi piace vederla così, anche perché così l’ho vissuta di fatto: come i livelli di un videogioco. Ogni volta sblocchi un livello successivo dove vedi altre cose grazie all’esperienza che hai acquisito nel livello precedente.

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